Il percorso di sostenibilità del Consorzio del Parmigiano Reggiano: verso una rendicontazione dell’intera filiera
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Angela Tarabella – Dipartimento di Economia e Management - Università di Pisa
La sostenibilità rappresenta oggi uno degli elementi strategici più importanti per il sistema Parmigiano Reggiano. Il Consorzio interpreta questo concetto non soltanto come responsabilità ambientale, ma come un modello di sviluppo capace di integrare aspetti economici, sociali, ambientali e di governance, garantendo la tutela della qualità del prodotto e del territorio nel lungo periodo.
La sostenibilità viene analizzata su due livelli distinti ma complementari. Da un lato vi è la sostenibilità del Consorzio come organizzazione, che opera come ente di tutela e di servizio per i propri associati; dall’altro vi è la sostenibilità dell’intero sistema Parmigiano Reggiano, che coinvolge allevatori, caseifici, stagionatori, porzionatori, distributori, consumatori e tutti gli stakeholder che partecipano alla filiera produttiva. Per questo motivo il Consorzio preferisce parlare di “sistema Parmigiano Reggiano” piuttosto che di semplice filiera, evidenziando il ruolo centrale svolto dal territorio e dagli attori economici e sociali che contribuiscono alla valorizzazione della DOP (Denominazione di Origine Protetta).
Il principale riferimento normativo è rappresentato dal Regolamento (UE) 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche, che attribuisce ai Consorzi nuove responsabilità nella definizione di strategie di sostenibilità. Il regolamento richiede di considerare le esigenze dei consumatori, la tutela dell’ambiente, il benessere animale, la salute degli animali e la distribuzione equa del valore economico lungo la filiera. Inoltre, riconosce che le pratiche sostenibili devono andare oltre gli obblighi di legge, introducendo standard più rigorosi e orientati al miglioramento continuo.
L’adesione al disciplinare del Parmigiano Reggiano è volontaria, ma chi sceglie di produrre la DOP è tenuto a rispettarne integralmente le prescrizioni. Tali regole rappresentano non solo vincoli produttivi, ma anche strumenti di tutela della qualità, della tradizione e della sostenibilità. Ogni requisito previsto dal disciplinare genera infatti un costo aggiuntivo per il produttore, ma al tempo stesso crea valore economico, ambientale e sociale.
Il Consorzio ha adottato come riferimento metodologico le linee guida elaborate dalla FAO e dalla Organizzazione internazionale delle Indicazioni Geografiche (oriGIn). Da questa collaborazione nasce la metodologia “Sustainability Strategy for Geographical Indications” (SSGI), che valuta la sostenibilità secondo quattro pilastri fondamentali: resilienza economica, benessere sociale, integrità ambientale e buona governance (FAO e oriGIn, 2024). L’introduzione della governance costituisce un elemento innovativo, poiché attribuisce al Consorzio la responsabilità di guidare l’intero percorso di miglioramento e di coordinare tutti i soggetti coinvolti.
Un ulteriore elemento affrontato riguarda la valutazione dell’impatto ambientale attraverso il metodo Life Cycle Assessment (LCA). La FAO propone di superare la semplice misurazione delle emissioni di CO₂ per chilogrammo di alimento, rapportando invece l’impatto ambientale al valore nutrizionale del prodotto. In questo modo alimenti ad elevata densità nutrizionale, come il Parmigiano Reggiano, possono essere valutati considerando il loro contributo in termini di proteine, calcio e altri nutrienti essenziali, offrendo una rappresentazione più completa della sostenibilità alimentare. Di fatto, l’applicazione di questa metodologia potrebbe supportare anche il consumatore verso la scelta di prodotti eccellenti dal punto di vista nutrizionale.
L’applicazione della metodologia FAO da parte della Fondazione Qualivita e di oriGIn Italia ha evidenziato diversi punti di forza del Parmigiano Reggiano. Tra questi figurano l’assenza di additivi prevista dal disciplinare, l’utilizzo prevalente di foraggi locali e l’obbligo di effettuare la porzionatura all’interno della zona di origine. Quest’ultimo requisito, nato per garantire una maggiore efficacia dei controlli, produce anche benefici ambientali, riducendo i trasporti delle forme intere e le conseguenti emissioni di gas serra.
Il percorso descritto nella lezione trova una concreta applicazione nel Bilancio di Sostenibilità 2024, il primo documento ufficiale con cui il Consorzio rende conto in maniera strutturata delle proprie performance ambientali, sociali, economiche e di governance. Il Bilancio rappresenta l’avvio di un processo di rendicontazione trasparente, sviluppato secondo un approccio ispirato agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e alla Direttiva europea Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), con l’obiettivo di migliorare progressivamente la qualità dei dati e la misurazione degli impatti del sistema Parmigiano Reggiano.
Nel documento vengono individuati alcuni temi materiali considerati prioritari dal Consorzio attraverso il coinvolgimento degli stakeholder. Tra questi assumono particolare rilievo la qualità e la sicurezza del prodotto, la sostenibilità della filiera, la tutela del territorio, la condotta etica, la valorizzazione delle competenze, le pari opportunità e la stabilità del mercato. Il Bilancio sottolinea, inoltre, come il Consorzio operi attraverso una struttura organizzativa composta da aree tecnico-scientifiche, istituzionali e promozionali, coordinate dalla governance, che svolge un ruolo centrale nella definizione delle strategie di sviluppo sostenibile.
Dal punto di vista ambientale, il Bilancio evidenzia alcune caratteristiche intrinseche del sistema Parmigiano Reggiano che contribuiscono alla sostenibilità della produzione. Tra queste figurano l’impiego di foraggi locali, come prati stabili ed erba medica, caratterizzati da un ridotto fabbisogno idrico e di fertilizzanti chimici; il limitato utilizzo di farmaci veterinari; l’adozione di pratiche agronomiche a basso impatto ambientale e il forte legame con il territorio di origine, che rende la produzione non delocalizzabile e favorisce la conservazione del patrimonio rurale. Il documento richiama inoltre il coinvolgimento del Consorzio nello sviluppo della strategia internazionale FAO-oriGIn sulla sostenibilità delle Indicazioni Geografiche e nella definizione di un sistema di oltre 370 indicatori per monitorare le performance future.
La governance rappresenta il fulcro dell’intero percorso di sostenibilità. Il Consorzio sta infatti sviluppando una strategia basata sulla doppia materialità, valutando sia gli impatti generati dal sistema Parmigiano Reggiano sull’ambiente e sulla società, sia i rischi e le opportunità che i cambiamenti ambientali, economici e sociali possono determinare sulla filiera.
In conclusione, la sostenibilità del Parmigiano Reggiano non rappresenta soltanto un insieme di azioni ambientali, ma costituisce una strategia di sviluppo integrata che coinvolge l’intero sistema produttivo. Il Bilancio di Sostenibilità 2024 costituisce solo un primo passo di un percorso di miglioramento continuo e di trasparenza, attraverso il quale il Consorzio intende rafforzare la competitività della DOP, tutelare il territorio di origine e garantire alle future generazioni un modello produttivo capace di coniugare qualità, tradizione, innovazione e responsabilità.
Reference
FAO & oriGIn. 2024. Developing a Roadmap Towards Increased Sustainability in Geographical Indication Systems – Practical guidelines for producer organizations to identify priorities, assess performance and improve the sustainability of their geographical indication systems. Rome. https://doi.org/10.4060/cc9122en
