Il cibo non è mai stato così sexy!

Aggiornamento: 10 mag 2021



Parole e immagini danno sapore, si arricchiscono di un carico comunicativo eccezionale e riescono a trasmettere messaggi chiari, diretti e coinvolgenti. Non semplici foto messe a caso, accompagnate da didascalie altrettanto casuali, ma oggetti ben studiati, attraverso cui l’azienda e il ristoratore creano un solido legame con il consumatore.


Da sempre le immagini svolgono un ruolo ben preciso nella nostra quotidianità e noi siamo continuamente circondati da cartelli pubblicitari, fotografie e insegne di ogni genere. La comunicazione visiva ha l’eccezionale potere del linguaggio universale, senza confini linguistici, i suoi messaggi sono immediatamente comprensibili da persone di lingue e culture diverse. Si tratta di un modo di esprimere i concetti sicuramente molto più diretto e immediato rispetto al testo, basti pensare che le persone ricordano l’80% di ciò che vedono e solo il 20% di ciò che leggono! Questo fa sì che aziende e liberi professionisti sfruttino gli elementi visuali nelle loro strategie di marketing, con lo scopo di coinvolgere sempre più utenti e aumentare le possibilità che essi si trasformino in clienti. Se prima la stampa e la tv rappresentavano la prima scelta per far conoscere un prodotto al consumatore, oggi il web ha acquisito lo ‘status’ di mezzo principale nella trasmissione di contenuti. Da qui nasce quella solida relazione tra food e social media che mette insieme due realtà non poi così diverse, poiché intrinsecamente connesse per loro specifica natura al concetto di condivisione.


Lo scopo di un’immagine non è solo quello di pubblicizzare un prodotto; il venditore vuole creare un rapporto diretto e duraturo con il cliente, che deve sentirsi emotivamente coinvolto e parte del brand. Per prima cosa, sarà fondamentale individuare il tipo di pubblico interessato e, in base a questo, organizzare la propria strategia. Recenti studi di neuromarketing indagano ciò che accade nel cervello degli esseri umani in risposta a vari stimoli: colori, forme, luci, scritte veicolano significati invisibili che colpiscono specifiche aree cerebrali e generano pensieri ed emozioni. Immagini ad alto contenuto emozionale sono rappresentate da colori scuri e più accesi, mentre il bianco comunica l’idea della naturalezza; le forme spigolose indicano forza e potenza, mentre le curve più sinuose trasmettono una sensazione di piacevolezza e comfort.


Ma qual è l’ingrediente segreto? In che modo la comunicazione visiva riesce a coinvolgere la sfera emotiva? Di certo, la ricerca sfrenata della foto perfetta, ritoccata, che ritrae il prodotto o il piatto in primo piano (come immagini di fotomodelle!), non rappresenta il giusto atteggiamento. La parte più emotiva risiede, invece, in ciò che sta dietro al prodotto stesso, nel suo processo di creazione, così come anche nelle persone coinvolte e nelle situazioni che lo circondano. Il focus di chi crea l’immagine non sarà mai sul prodotto, ma sugli elementi che fanno da sfondo.


In un’era in cui non facciamo altro che chiederci “da dove arriva quello che stiamo mangiando”, diventa doveroso informarci, farci scoprire la storia di produzione del prodotto e tutto ciò che continua ad accompagnarlo nel presente. È quindi estremamente fondamentale ricordarci che, al centro di tutta la complessa filiera di ogni singolo prodotto, c’è sempre una persona in carne e ossa. L’elemento umano, nella storia di un processo, riesce a creare un forte legame di solidarietà con il consumatore, che si sente magicamente più vicino alla produzione del bene e quindi più invogliato al suo utilizzo. È qui che si scopre la grande potenza che il food visual storytelling esercita all’interno di un’efficiente strategia di marketing. Esso consiste nell’arte di suscitare emozioni attraverso una serie di immagini e video che raccontano storie, creando una connessione con l’utente, il quale si identifica e si sente lui stesso protagonista della narrazione.

Il cibo non porta più un solo significato ma ne veicola tanti altri, relativi alla sfera sensoriale, legati alla sua natura: amore, divertimento, condivisione, intrattenimento, cultura, unione.


Per raccontare una storia e arrivare direttamente alla gente, coinvolgendola, quale luogo migliore se non i social media? Il focus non è sul prodotto, ma sulla persona, sui momenti e sulle emozioni.

Il brand fa compagnia al prototipo ideale di cliente durante i momenti più felici della sua vita quotidiana, quasi a suggerire l’idea che qualsiasi cosa (bella) egli faccia, sarà sempre al suo fianco. Che dire poi del cioccolato, primo cibo fra tutti ad accompagnare i momenti più significativi della vita di una persona, in cui la dolcezza non è solo per il palato! Quante volte vi è capitato di avere dei flashback e di ripensare ad una sensazione, assaporando un cioccolatino?


“Un’immagine vale più di mille parole”. Ecco svelato come la comunicazione visiva, in maniera così impercettibile e silenziosa, riesca a raggiungere il cuore di chi guarda.

Quando vi troverete a guardare la foto di quel cioccolatino, sarete coinvolti in un processo emotivo di cui non vi accorgerete nemmeno: il prodotto sarà circondato da colori caldi e luminosi che richiameranno il suo packaging, le curve sinuose degli elementi di sfondo ne ricorderanno la forma e anche la dolcezza del suo sapore, così la vostra mente tradurrà tutte queste associazioni in sensazioni piacevoli, quali la bellezza, il piacere, l’amabilità. Da quel momento, il prodotto porterà sempre con sé questo carico emotivo e anche al di fuori della foto, in altri contesti, continuerà a trasmettervi tali emozioni.

Pensare che ci sia tutto questo studio dietro una sola immagine sembra incredibile, eppure funziona e le aziende hanno un enorme successo perché creano un solido rapporto di fiducia con i propri clienti. Buono il sapore, ma forse…anche l’occhio vuole la sua parte?!

22 visualizzazioni0 commenti